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OPERAI PER MARE personal story

A Vasto Marina è ancora l’alba. Due pescatori a bordo di una piccola barca raccolgono l’ultima rete  prima di rientrare. Questa è una storia della mia terra. E’ la storia di Antonio, Ottavio, Graziano, Zaccaria e delle loro famiglie. Di vite scandite dal ritmo lento di piccole barche a motore, di gesti antichi della pesca tradizionale, dell’odore della salsedine che indurisce la pelle. Questa è una storia del vastese, un’area industriale dell’Abruzzo immobilizzata da una disoccupazione dilagante, che anche grazie alla ricchezza culturale della piccola pesca sta cercando di non andare alla deriva. Figli in cassa integrazione hanno lasciato le tute blu per fare la spola tra terra e mare a bordo di piccole imbarcazioni, mentre padri e nonni restano a terra ad intrecciare le reti a mano e a ricucirle pazientemente. Giovani che hanno ereditato l’amore per il mare che hanno già il volto segnato dal vento salato.  Al tramonto questi i nuovi pescatori partono dal porto di Vasto o dalle loro spiagge di scogli punteggiate di trabocchi per  calare le reti.  Qualcuno resta a largo tutta la notte, altri tornano in mare il mattino seguente mentre sulla spiaggia c’è chi li aspetta per  preparare il pranzo. Le madri con rispetto e timore, si affidano alla madonna mentre osservano il loro mare  e attendono che le barche con i figli, padri e nipoti facciano ritorno.

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